Italia Oggi: La borsa? Diventa intelligente…

    La start-up marchigiana Kazed punta sull’innovazione abbinata ai prodotti in pelle.

    Ricarica il cellulare e un’app fa vedere cosa c’è dentro. La start-up marchigiana Kazed punta sull’innovazione abbinata ai prodotti in pelle.

    di Carlo Valentini.

    È la tecnopelletteria, ovvero l’hi-tech abbinato ai prodotti in pelle. Un esempio? Nell’intercapedine di una borsa da lavoro viene «nascosta» una minuscola batteria per ricaricare il cellulare, che quindi prende energia mentre è riposto nell’apposito vano, poi un gps miniaturizzato consente di localizzare in ogni momento dove si trova la borsa, e ancora un chip permette attraverso un’app di visionare sul cellulare cosa contiene la borsa e quindi se ci si è dimenticati qualcosa rispetto a quanto programmato.

    La borsa intelligente è realizzata da una start-up nata a Tolentino (Macerata) su iniziativa di Paolo Montecchiari, 32 anni, grafico pubblicitario, e Nicola Capradossi, 29 anni, disegnatore tecnico. Il distretto marchigiano della pelletteria lavora quasi esclusivamente per gli stilisti della moda. Loro hanno invece deciso di tentare l’avventura con un proprio marchio, Kazed, e puntare fortemente sull’innovazione. Così hanno utilizzato  un particolare tessuto per avvolgere i magneti per evitare la smagnetizzazione di un oggetto, per esempio una card, che ne viene a contatto.

    È così possibile proporre una borsa, o uno zaino, con l’interno componibile a seconda delle proprie necessità: infatti i portatablet, penne, notes, cellulare, eccetera sono attratti dai magneti inseriti (ma non visibili) dentro la borsa e quindi possono essere posizionati dove meglio aggrada. «Ci può essere un giorno», dice Montecchiari, «in cui non ho bisogno di penne e allora tolgo il portapenne e magari aggiungo un altro portacellulare».

    Il magnete può fare la sua invisibile comparsa anche nel portafoglio, che si può dotare, a seconda delle circostanze, di un portamonete, di un portassegni, di un ulteriore scomparto per le card.

    Una linea di portafogli è realizzata in legno di ciliegio, che con una speciale lavorazione diviene malleabile come la pelle, conservando le venature tipiche del legno e offrendo una durata doppia.

    «Ci proponiamo», aggiunge Montecchiari, «di ripensare in chiave moderna e tecnologica gli oggetti abituali della pelletteria, di rivisitare il classico con le opportunità che ci vengono date dal digitale.

    Per la borsa da lavoro (e gli zaini) offriamo già 18 accessori, coi quali è possibile personalizzarla e modificarla a seconda delle proprie esigenze».

    Un case revolution della borsa contemporanea, che diventa intelligente e modulare. Senza clip e fermagli. L’azienda, pur se così giovane, è entrata nel Consorzio Mastri Pellettieri perché va bene la tecnologia ma salvaguardando il fascino della tradizione.

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